PARITETICA. PELLEGRINO (AVS): NECESSARIO CONFRONTO DIRETTO CON CR
(ACON) Trieste, 22 giu - "Il percorso di ampliamento
dell'autonomia regionale e la definizione delle norme di
attuazione dello Statuto speciale non possono avvenire a porte
chiuse. La Commissione paritetica Stato-Regione, per poter
lavorare davvero nell'interesse del Friuli Venezia Giulia, deve
instaurare un legame costante, trasparente e strutturato con
l'intero Consiglio regionale così come previsto dal regolamento
consiliare".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine dell'audizione in V
Commissione della Commissione paritetica del Fvg.
"L'organismo che decide l'assetto delle competenze tra lo Stato e
la nostra Regione - incalza l'esponente di Opposizione - non può
operare avendo come riferimento le sole direzioni centrali della
Regione, perché solo attraverso un coinvolgimento costante delle
istituzioni elettive si può garantire quel processo di
allargamento della nostra specialità che oggi, troppo spesso,
viene sbandierato dalla Maggioranza senza un reale confronto
democratico".
"Le sfide che abbiamo di fronte richiedono una visione
lungimirante - incalza Pellegrino -. I risultati dell'attività
della Commissione sono riconducibili a un elenco di poche voci e
prevalgono quelle di trasferimento di immobili demaniali che
passano dallo Stato alla Regione. Siamo ovviamente lontanissimi
da quanto richiesto ormai due anni fa, con un documento votato a
grande maggioranza. Si è trattato di una sorta di 'compitino' che
non può soddisfare neppure chi lo ha votato nel 2024, visto che
molte istanze essenziali sono rimaste nei cassetti, una stasi
evidente, a differenza di quanto fatto ad esempio dalle Province
autonome di Trento e Bolzano".
"Pesano, inoltre, le competenze che mancano di pregnanza. C'è un
grave problema politico e di quanto la Commissione si era fatta
carico di portare avanti. Di tematiche centrali come istruzione,
paesaggio, beni culturali e ambiente non v'è traccia. Voglio
precisare - continua Pellegrino - che l'obiettivo deve essere
l'armonizzazione di spazi e competenze a beneficio delle
comunità, piuttosto che a favore degli interessi di pochi,
soprattutto quando il valore economico rischia di prevalere sul
patrimonio della cultura e dei beni paesaggistici, che è bene
restino in capo allo Stato".
"Fedriga - sottolinea la consigliera -, essendo il presidente dei
presidenti, ovvero della Conferenza delle Regioni, dovrebbe porsi
il problema politico e mettere da parte l'esultanza per la mera
rappresentanza fine a se stessa.Viene spontaneo chiedersi infine
quali siano stati gli ostacoli che hanno limitato il documento
della maggioranza a portare a casa quei risultati auspicati e
ricercati".
"Da oltre otto anni, l'apparato politico che guida la nostra
Regione si limita a inseguire il consenso con una sterile
politica di bonus, dimostrandosi incapace di contrastare o
persino di affrontare le vere emergenze. Al posto di interventi
strutturali e di una reale messa in sicurezza del territorio e
della comunità, si è preferita la strada più facile. Oggi
possiamo contare su risorse abbondanti - conclude Pellegrino, ma
ci siamo realmente chiesti cosa faremo domani, quando questi
fondi verranno meno e dovremo fare i conti con l'inevitabile
ciclicità delle fluttuazioni economiche?"
ACON/COM/sm